Riflessioni a metà cammino / Reflections in the middle of the journey

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🇮🇹

Cari amici lettori, vorremmo iniziare il resoconto di questa settimana facendo una cosa che ancora non abbiamo fatto, ma che ci sta molto a cuore: teniamo tantissimo a ringraziarvi tutti, uno ad uno, per l’enorme supporto che ci state dimostrando. In queste settimane molte persone ci hanno scritto per informarsi sulla nostra avventura, e questa cosa ci riempie di gioia. Ci sentiamo molto amati e supportati e questo affetto ci dà la carica anche nei momenti di stanchezza e di difficoltà. Grazie: a volte la parola giusta al momento giusto è la migliore cura per i pensieri negativi.

Questa settimana il tema trattato durante le lezioni sono stati gli oggetti. Lunedì Andrea ha chiesto ai bambini di scattare alcune foto a degli oggetti importanti per loro, che fossero legati ad un ricordo, che fossero il simbolo di un’emozione o che semplicemente gli piacessero e gli strappassero un sorriso. Lunedì sera abbiamo sfogliato le fotografie scattate, e siamo rimasti veramente colpiti dall’impatto visivo di alcune di queste. E’ incredibile come tramite un’immagine i bambini siano riusciti a parlarci di loro, a raccontarsi… ad aprirsi. Dopo cena abbiamo fatto scegliere a ciascuno di loro quale fosse la più significativa tra quelle scattate, così che ognuno avesse la propria immagine su cui lavorare giovedì. La scelta, purtroppo, ha fatto sì che alcune immagini molto belle venissero scartate, ma, con il loro consenso, troveremo il modo di mostrarvele ugualmente. Giovedì Chiara ha chiesto ai bambini di scrivere un testo che raccontasse l’oggetto. Ha introdotto la tematica dell’empatia, che i più grandi hanno ben recepito e che hanno tentato di provocare nel lettore scrivendo i loro testi. La giornata di giovedì ha una parola chiave, ed è la fiducia. Nel consegnarci i testi, i bambini hanno voluto condividere con noi parti della loro vita, stralci della loro storia, emozioni anche molto forti che hanno provato o che continuano a provare. Probabilmente è più quello che hanno insegnato loro a noi, di ciò che abbiamo insegnato noi a loro. Siamo molto grati per tutto questo.

Questa settimana ha segnato anche quella che per noi all’inizio è stata una piccola sconfitta, ma che a distanza di alcuni giorni ci riporta alla nostra umanità, ricordandoci che le nostre debolezze non sono solo un limite, ma anche un punto di forza.
Se ricordate, la scorsa settimana avevamo scritto che c’erano delle novità in cantiere, e che ve ne avremmo parlato in questi giorni. Abbiamo deciso di condividere con voi come si sono sviluppate (o perlomeno una di queste: nell’altra speriamo ancora 🙂 ). La scorsa settimana Tej, il responsabile di Horac, aveva detto ad Andrea di aver parlato di noi con il preside della scuola dove vanno i ragazzi, e che questi gli aveva chiesto di estendere il progetto (ovviamente solo la parte dell’insegnamento, non quella della stampa del libro e dei fondi) agli altri ragazzi della scuola. Tra una cosa e l’altra il colloquio tra noi e il preside è stato rimandato fino a giovedì mattina, quando siamo rimasti un po’ sorpresi nel sentirci chiedere di insegnare lingua inglese a tutti i ragazzi, possibilmente ogni mattina prima dell’inizio ufficiale delle lezioni (nel tempo che normalmente impieghiamo ad aiutare i bambini di Horac a prepararsi per la scuola), e alle 16, una volta terminato l’orario scolastico. Ci siamo riservati di pensarci fino a venerdì mattina, e alla fine abbiamo rifiutato: se i ragazzi hanno scritto le storie che hanno scritto giovedì, non crediamo sia solo merito della lezione in sé, ma di un legame molto forte costruito giorno dopo giorno mediante piccoli e grandi gesti. Per noi è importantissimo, e aggiungere carne al fuoco avrebbe voluto dire sacrificare del tempo e delle energie volte all’approfondimento di quel legame, e non è ciò che vogliamo. Siamo sicuri che al nostro posto avreste fatto lo stesso, e che queste righe vi facciano entrare ancora un po’ di più nella nostra quotidianità di Horac.

Al di là dei testi, i ragazzi in questi giorni hanno scelto di condividere con noi le loro storie anche mediante il dialogo. Entrambi abbiamo avuto modo di vivere dei momenti di intimità con loro, durante i quali hanno condiviso con noi le storie che li hanno portati dove sono ora, le storie dei loro villaggi, delle loro fatiche, e, in qualche caso, anche dei loro genitori. Per rispetto dei bambini preferiamo non scriverle qui, ma fidatevi di noi: questi ragazzi portano dentro sé una luce e un desiderio di riprendersi ciò che gli è stato negato, che dà loro una forza che noi “viziati” ci possiamo solo sognare. Auguriamo a tutti di vivere almeno una volta degli incontri di questa portata: è un scossa forte nelle nostre vite, ma a distanza di un mese dal primo grande scossone, man mano che le cose si assestano ci rendiamo conto che ciò che è crollato non era così necessario, e che le cose importanti sono anche le più solide, e saranno le basi per ricostruire. E’ l’insegnamento più grande che stiamo ricevendo, ed è uno dei più grandi della nostra vita.

Altra novità di questa settimana è stato l’arrivo inaspettato di una nuova volontaria. Tej ce l’ha comunicato martedì sera, e Jade è arrivata mercoledì. Anche questo all’inizio ha scombussolato un pochino l’equilibrio che abbiamo costruito con tanto impegno, ma sembra che un nuovo equilibrio si stia già creando, e sicuramente un aiuto in più non potrà che farci bene nelle prossime settimane.

Per quanto riguarda noi e la nostra salute, non ci possiamo lamentare, anche se Chiara (nota di Andre: chi era il delicatino?) ha preso un bel raffreddore ed è senza voce da un paio di giorni. Oggi abbiamo il giorno libero e lo useremo per riposare, così da riprendere domani tutte le attività ed essere più carichi di prima.

Di solito concludiamo i nostri post ricordandovi la raccolta fondi per stampare e pubblicare i libri con le fotografie e i testi scritti dai bambini. E infatti lo facciamo anche questa settimana: QUI il link che rimanda alla pagina dedicata. Per chi avesse delle perplessità circa l’utilizzo del sito Gofundme: non vi preoccupate, è sicuro! 🙂 abbiamo già inserito i nostri dati e una parte dei soldi ci è già stata trasferita. Inoltre in tanti ci hanno garantito il funzionamento di questo metodo. Oltre a stressarvi con questo promemoria, vogliamo spendere due parole anche per ringraziare chi ci sta aiutando donando fondi per il progetto: quello che per iscritto non è che un “grazie”, per noi è un sentimento di gratitudine forte. Troveremo il modo di ringraziarvi a uno a uno appena tornati.

Alla prossima settimana, Chiara e Andre

Ps: quanto vi è piaciuto il nuovo modo di mettere le immagini? Ci abbiamo messo un po’, ma a noi piace un sacco! 🙂
Pps: in galleria trovate le foto dei nuovi “Chiara e Andy”, non sono bellissimi?

🇬🇧

Dear readers, we’d like to start the report of this week by doing something we didn’t do yet, but that is important to us: we really want to say thank you all, for the massive support you’re showing us. During these weeks, many people texted us to know more about our adventure, and this fact makes us very happy. We feel loved and supported, and this affect give us charge even in moments of tiredness and difficulty. Thank you: sometimes the right word in the right moment is the best cure for the negative thoughts.

This week the topic of the lessons were the objects. On Monday Andrea asked the children to take some pictures of objects that are important for them, related to a memory, symbol of a feeling or just beautiful for them. On Monday evening we browsed the pictures, and we got very impressed by the visual impact of some of them. It’s incredible how, by an image, children made it to talk to us about themselves, to tell their stories, to opened with us. After the dinner, we asked them to choose the pictures they liked more between the ones they took, so that everybody had a pictures to work on Tuesday. The choice has resulted that some beautiful images got discarded, but, with their consent, we’ll find a way to show them to you in any case. On Thursday Chiara asked the children to write a text that told the object. She introduced the word “Empathy”, that the older children really understood and that they tried to cause into the reader by writing their text. The day of Thursday has a key-word: it is the confidence. By delivering us their works, the children shared with us some parts of their lives and strong emotions they felt or they are still feeling. We think they taught us more than we taught to them. We are very grateful for all of this.

This week also marked something that at the beginning was a little defeat for us, but that, after some days, bring us back to our humanity, reminding us that our weaknesses are not just a limit, but also a strong point. If you remember, the last week we wrote we had some news we would share with you in the next days. We decided to tell you how the things went (or at least one of these: we still hope in the other one). The last week Tej, the responsable of Horac, told Andrea that he talked about us with the principle of the school where the children study, and that the principle asked him to extend the project to all the children of the school (just the teaching part, not the book project or the crowdfunding). Between one thing and another, our meeting was postponed until Thursday morning, when we got a little surprised since they asked us to teach English language to all of the children, possibly every morning before the official beginning of school timetable (during the hours we usually use to help Horac children to get ready for school), and at 4 pm, once finished the school timetable. We thought about it until Friday morning, and in the end we said no: if Horac children wrote those stories on Thursday, we don’t think it is just thank to the lesson, but we believe they burn from a strong bond we built day by day by small and bigs acts. It is very important for us, and deciding to do more would mean to sacrifice time and energy to the deepening of that bond, and this was not what we wanted. We are quite sure you would have done the same, and that these lines will make you understand more our everyday life at Horac.

Beyond the texts, during these days children chose to share with us their stories, even by talking with us. Both of us could live some moments of intimacy, in which they told us the stories that brought them where they are now, stories of their villages, of their fatigues, and, in some cases, the stories of their parents. For respect for children, we prefer not to write them here, but trust us: these guys carry within themselves a light and a desire of getting back what was denied to them, that gives them a strenght that we “vitiated”, could just dream of.
We wish everybody could live at least once some meetings like this: it is a strong shock in our lives, but, after one month from the first strong jolt, as things settle down step by step, we understand that what is collapsed was not that necessary, and that the important thins are even the most solid and they will be the basements to build again. It is the biggest teaching we are receiving, and it is one of the biggest of our lives.

Another news of this week was the arrive of another volunteer. Tej communicated us on Tuesday night, and on Wednesday Jade arrived. At the beginning, this event messed up a little the balance we constructed with such a big effort, but it looks like a new balance is burning again, and we are sure her help will be good for us in the next weeks.

Regarding us and our health, we can’t complain, even if Chiara took a big cold and she can’t speak since a pair of days (Andrea’s note: who was the “delicate as always”?). Today we have our day off, so we’ll use it to rest, so that we’ll restart all the activities tomorrow, even stronger than before.

Usually we conclude our posts reminding you the Crowdfunding in order to print and publish the book with the pictures and the stories written by children. And in fact we do it this week as well: HERE you find the link to the dedicated page. If somebody has doubts about the site “Gofundme”, no worries, it’s safe! 🙂 We already inserted our data, and we already received part of the money. Moreover, many people guaranteed that it works. Apart from stressing you with this memo, we want to say something about people who are helping us with the Crowdfunding: what is just a “thank you” when written, for us it is a strong feeling of gratitude. We’ll find a way to thank you one by one when we come back.

To the next week, Chiara and Andrea

Ps: do you like our new gallery? It took us a while, but we love it! 🙂
Pps: in the gallery you’ll see some of the children transformed into the new “Chiara and Andy” this week, aren’t they beautiful?

 

 

 

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