Scrivere e scattare / Write and click

🇮🇹

I giorni passano e gli eventi si verificano uno dietro l’altro, talvolta senza darci il tempo per elaborarli come vorremmo ed assimilarli a pieno.

Cercheremo di fare un po’ di ordine senza dilungarci troppo. Qui sono le 09.16 di sabato 18 maggio, c’è il sole ma negli ultimi giorni un paio di acquazzoni ci hanno colto di sorpresa; abbiamo mezza giornata libera e la usiamo un po’ per riposarci, un po’ per ripercorrere il tutto.

Iniziamo con le cose importanti. Questa settimana abbiamo finalmente iniziato le lezioni per il nostro progetto (se vuoi rinfrescarti la memoria trovi qui la descrizione).

Sabato scorso l’abbiamo introdotto ai bambini, che ci hanno guardato incuriositi ed emozionati all’idea di iniziare. Questa cosa ci ha dato tanta carica ma allo stesso tempo ci ha spaventato un po’: eravamo all’altezza di insegnare loro qualcosa? Ci avrebbero capito? Si sarebbero annoiati?

Lunedì Andre ha tenuto la lezione introduttiva sulla fotografia. Tra le foto trovate il foglio con le sue linee guida 🙂 Dopo aver ballato insieme sulle note di “Diddley Dee” per scaricare qualsiasi tipo di stress, Andre ha parlato del significato della parola “fotografia” (e voi, lo sapete?), della prima fotografia mai scattata, di come questa disciplina sia entrata a gamba tesa nella vita delle persone. Alla fine della lezione abbiamo diviso i bambini in gruppetti di due o tre persone e li abbiamo fatti giocare un po’ con quella che sarà la loro macchina fotografica per il progetto (ringraziamo di nuovo coloro che ce le hanno donate: ci avete dato un aiuto preziosissimo). Poi i bambini hanno abbracciato l’insegnante e l’hanno ringraziato per la lezione.

Giovedì è stata la volta di Chiara, con la prima lezione sulla scrittura creativa. Anche in questo caso trovate tra le foto i suoi appunti per la lezione. Prima di iniziare, visto che la cosa lunedì aveva funzionato bene, ci siamo divertiti ballando insieme (in galleria trovate un video imbarazzante a riguardo), poi abbiamo iniziato. Come lunedì, Tej, il responsabile, ci ha dato un assist traducendo in nepalese per i più piccolini le parti più complesse. Nel corso della lezione si è parlato del perché inventare una storia e di come scriverne una. Sul perché scrivere, i bambini erano pieni di idee: per non dimenticare eventi forti, per intrattenere, per esprimere emozioni e sensazioni altrimenti sopite. Alla fine abbiamo letto tutti insieme “Il brutto anatroccolo”, individuando nel testo le 5W (Who, What, When, Where, Why = Chi, Cosa, Quando, Dove, Perché), e infine ci siamo divertiti un sacco a creare storie nuove. Lanciandoci una pallina abbiamo risposto alle 5W creando storie più o meno assurde, tra elefanti verdi, gatti rosa e unicorni seduti in mezzo all’oceano. Con le lacrime agli occhi per le risate, alla fine i bambini hanno abbracciato Chiara ringraziandola e continuando a porre domande.
La soddisfazione più grande è arrivata quando una ragazzina, Kabita, alla fine della lezione ha preso carta e penna e si è seduta davanti a noi a scrivere una storia, che poi ha fatto leggere a Chiara. Ci ha detto che ci pensava da un po’ ma non riusciva mai a finirla. Giovedì ce l’ha fatta e questa cosa ci ha riempito il cuore di gioia.

La settimana prossima i bambini cominceranno a scattare foto e scrivere racconti in prima persona. Noi siamo curiosissimi di vedere cosa ne verrà fuori, e voi?

Per quanto riguarda noi e la nostra salute, in questi giorni abbiamo avuto la pancia un po’ in subbuglio, ma ci abbiamo riso sopra scrivendo una canzone, che trovate sempre in galleria (no, il Nepal non ci ha fatto passare la stupidera, e sì, continueremo a umiliarci così). Andre, il solito delicatino, si è preso anche un bel febbrone, ma si sta riprendendo piano piano.

Nei giorni in cui non teniamo le lezioni, aiutiamo sempre a Horac con gli impegni quotidiani. Serviamo i pasti, portiamo i bambini a scuola, li andiamo a riprendere, a volte diamo una mano in cucina, e giochiamo sempre con loro.

Una mattina Tej ha chiesto ad Andre di scattare le foto di gruppo e le foto dei bambini divisi per classe, oltre che a ciascuno di loro. Ne alleghiamo alcune perché anche voi possiate vedere nei loro occhi la stessa energia che trasmettono a noi ogni giorno.

Questa settimana abbiamo anche portato a Horac i due valigioni pieni di vestiti, giocattoli e peluches donati da varie persone per i bambini. Inutile dire che ne sono stati felicissimi e hanno iniziato subito a dare un nome a ogni pupazzo e a creare nuove magiche storie.

Simone il ragnetto curiosone si è stancato della nostra vita monotona e se n’è andato da qualche altra parte (o più probabilmente è tra i nostri vestiti e farà venire un infarto a Chiara da un giorno all’altro).

Non ci stancheremo mai di ricordare la raccolta fondi che abbiamo avviato per poter stampare i libri con le creazioni dei bambini nate dal nostro progetto. Ringraziamo moltissimo chi ci ha già aiutato, e chiediamo di aiutarci a spargere voce per raggiungere più persone possibili. Noi ci stiamo mettendo l’anima, i bambini pure, e abbiamo veramente a cuore la riuscita del progetto. L’idea di vedere il libro, frutto di tanto lavoro, ben stampato e impaginato ci spinge a dare sempre di più, nonostante la stanchezza e la fatica. Qui il link per darci una mano: basta anche solo 1 euro per fare la differenza.

Namaste!

Ps: sapete cosa è peggio del coriandolo? Le caramelle al coriandolo. Peggio di quelle non c’è davvero niente.

🇬🇧

The days pass and many things happen, sometimes without giving us time to process them as we would like to and to assimilate them fully.

We’ll try to make order without talking too much. Here it’s 9:16 am of Saturday 18th May, it’s sunny, but in the last days a couple of downpours surprised us; today we have half a day free and we use it to rest a little and to retrace everything.

Let’s start with important stuff. This week we finally started the lessons for our project (if you want to refresh your memory, here is the description).

On the last Saturday we introduced the project to the children, who looked at us with curious faces, excited about it. This thing gave us charge, but in the meanwhile scared us a little: were we enough to teach them something? Would they understand us? Would they get bored?

On Monday Andre gave an introductory lecture about photography. In the gallery you can find the paper with his guidelines. After dancing together “Diddley Dee” to relieve stress, Andre talked about the meaning of the work “photography” (do you know it?), of the first picture ever taken, of how this discipline has entered people’s lives. At the end of the lesson we divided children into small groups of two or three people and we made them play with the camera they will use for the project (once more, thank you to all the people who donated the cameras: you gave us a very precious help). Then the children hugged the teacher and said thank you for the lesson.

On Thursday it was Chiara’s turn, with the first lesson about creative writing. Also in this case you find her notes in the gallery. Before starting, since it had worked on Monday, we had fun by dancing together (in the gallery you find an embarrassing video), then we started. Same as Monday, Tej, the responsable, gave us an assist by translating in nepalese the more difficult parts for the youngest children. During the lesson, we spoke about why to invent a story and how to write one. Children had many ideas about why writing something: in order not to forget strong events, to entertain, to express feelings otherwise hidden. At the end we read all together “The ugly duckling”, identifying in the text the 5W (Who, What, When, Where, Why), and we had a lot of fun by creating new stories. Throwing a ball to each other we answered the 5W, inventing stories more or less absurd, between green elephants, pink cats, unicorn sitting in the middle of the ocean. Laughing a lot, at the end children hugged Chiara, said thank you and continued to ask questions. The biggest satisfaction came when a girl, Kabita, at the end of the lesson, took pen and paper, sat in front of us and wrote a story, that she gave to Chiara to read. She said she had been thinking about this story for a long time and she could never finish it. On Thursday she did and this made us very happy.

The next week children will start taking pictures and writing stories themselves. We are very curious to see what will come out, what about you?

As far as we are concerned, we had stomach ache in the last days, but we laughed about it and we wrote a stupid song, that you can find in gallery (Nepal didn’t make us less stupid). Andre, delicate as always, got high fever, but he’s getting better already.

When we don’t hold lessons for the project, we help at Horac by serving the meals, by taking children to school and taking them back, sometimes we help in the kitchen, we always play with them.

One morning Tej asked Andre to take group pictures, pictures of the different classes and single pictures. We attach some of them, so that you can see in their eyes the same energy they give us every day.

This week we also brought to Horac the two suitcases full of clothes and toys some people donated for children. They were super happy and they started immediately to give names to the puppets and to create new magic stories.

Simon the Spider got tired of our monotonous life and he went somewhere else (or, more likely, he’s hiding in our clothes and will give Chiara an heart attack one of these days).

We’ll never get tired of reminding the Crowdfunding to print the books with children’s creations born of our project. We really thank who helped us already, and we ask everybody to help us spread the voice to reach as many people as possible. We’re putting our souls into the project, and children as well, and we really care about the success of the project. The idea of seeing the book printed after so much work drives us to give more and more, despite tiredness and fatigue. Here the link to help us. One euro is enough to make a difference.

Namaste!

 

 

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