One week later… / Una settimana dopo…

🇮🇹

Una settimana fa a quest’ora eravamo in partenza, e adesso sembra passata una vita, con tutte le immagini e le sensazioni di cui ci siamo riempiti in così poco tempo.

Il viaggio è andato bene, nonostante la notte in bianco siamo riusciti a non perdere nessun aereo! Arrivati a destinazione, abbiamo trovato all’aeroporto Manju, una delle ragazze di Horac, che ci ha accolto con due colorate ghirlande di fiori.

L’impatto è stato forte: già dal tragitto verso Horac ci siamo accorti di come tutto fosse diverso, caotico, rumoroso e pieno di vita.

I bambini ci hanno accolto nel migliore dei modi: scesi dalla macchina siamo stati stretti da un abbraccio enorme e pieno d’amore e senza rendercene conto loro stessi si sono fatti carico dei nostri bagagli e ci hanno condotto nella “Function room”, la stanza dei giochi e della preghiera. Qui si sono presentati ad uno ad uno; noi abbiamo fatto lo stesso e poi abbiamo ballato tutti insieme.

Alcuni di loro ci hanno accompagnato al nostro alloggio: siamo a 10 minuti a piedi da Horac, il percorso tra i campi è piacevole ed è affascinante vedere le donne che lavorano nei campi guardarci incuriosite al nostro passaggio.

Tornati ad Horac, abbiamo pregato con i bambini e poi siamo saliti per la cena: ci hanno spiegato che mangiano sempre “Baad, Daal, Targari”, che sarebbe “Riso, Zuppa, Verdura”: loro adorano questo piatto e lo divorano con gioia e immensa gratitudine.

I giorni successivi sono stati molto densi e stancanti. Per noi il jet-lag è stato un grosso ostacolo (abbiamo +3.45 ore, e vi assicuriamo che svegliarsi alle 07 quando il corpo pensa siano le 03 non è una passeggiata).

Le giornate sono molto piene: la mattina aiutiamo i bambini con i compiti, gli serviamo la colazione (sempre Baad Daal Targari), li accompagniamo a scuola. Poi facciamo colazione anche noi, diamo una mano in casa e ci riposiamo un pochino. Alle tre e mezza andiamo a prenderli (ci vogliono circa 15 minuti a piedi), li aiutiamo a togliersi le uniformi e poi giochiamo insieme. Alle 19 si prega tutti insieme (sono cristiani come noi) e poi è il momento della cena, che gli serviamo tra un “more, more!” e un “little, little” provenienti dai vari tavoli.

In questi giorni ci sono state alcune scene per noi commoventi e abbastanza forti: venerdì scorso li abbiamo aiutati a lavare a mano tutti i panni e le uniformi scolastiche. Ci hanno chiesto se per noi fosse la prima volta e, anche se gli abbiamo detto no, ci hanno fatto vedere come si fa.

Dopo mangiato ciascuno lava il proprio piatto a mano, e alla fine diamo una mano con i pentoloni (si cucina per circa 35/40 persone!).

Ci sono due bambini appena arrivati di nome Porkas e Nima (non chiedeteci come si scrivano): all’inizio erano molto spaesati e diffidenti, soprattutto nei nostri confronti. Piano piano si sono lasciati andare e ora, Nima soprattutto, ci è sempre addosso come una scimmietta coccolosa.

All’inizio il cibo è stato un po’ un ostacolo: gli orari sono molto diversi e i sapori anche. E’ tutto piccante e molto speziato (coriandolo is the new prezzemolo: sta bene con tutto). Nota per gli italiani: quando torneremo non vogliamo vedere riso e coriandolo per un bel po’. Altra nota: si accettano suggerimenti per la migliore pizzeria dove mangiare a cena il 14 luglio.

In Italia tutti quanti ci hanno detto di bere acqua in bottiglia: ‘na parola. Per comprare l’acqua devi avere le rupie (pensavamo di cavarcela coi dollari, e invece…, o di usare la carta, e invece…). Ma per avere le rupie devi prelevare, e per prelevare devi fare qualcosa come 12 km. Sotto il sole cocente. Senza acqua.
Ma nel tragitto abbiamo incontrato: mucche, templi, donnine, colori e odori diversi, paesaggi e kukur (=cani), e con noi c’erano Anjali e Sushil, detto Birello,  a farci strada: è stata una bella occasione per conoscerci meglio e scambiarci notizie culturali.

In camera abbiamo un nuovo inquilino: si chiama Simone il ragnetto curiosone, si è affezionato e non riusciamo a farlo uscire né a ucciderlo: l’abbiamo visto con il macro (vedi foto) ed è troppo carrrrrino per meritarsi la morte. In più è un ragno salterino (sì, ci siamo fatti una cultura su tutte le specie di ragni nepalesi), quindi ci abbiamo rinunciato in partenza.

Sabato i bambini ci hanno accompagnati in gita ad un lago qui vicino, il Taudaha Lake, e siamo stati sul prato a giocare. Abbiamo preso il gelato tutti insieme, Andre ha scattato molte foto e, dal momento che ne erano entusiasti, abbiamo iniziato ad accennargli ciò che abbiamo intenzione di proporgli: ci sono sembrati molto curiosi, e anche parlando con Tej, il responsabile, abbiamo avuto l’impressione che ne uscirà qualcosa di veramente buono.

Ieri, lunedì, mentre i bambini erano a scuola, Anjali e Birello ci hanno accompagnato in centro a Kathmandu a fare un giro: abbiamo visto il famoso tempio delle scimmie e attraversato il centro della capitale. La città pulsa di vita, le strade sono affollate di persone che si sentono libere di esprimere la propria cultura e il proprio credo (in Nepal ci sono induisti, cristiani, buddhisti, musulmani, e tutti convivono pacificamente e senza giudizio l’uno per l’altro).

In settimana spiegheremo bene il progetto ai bambini, e, se non ci sono intoppi, lunedì prossimo inizieremo con la prima lezione.

Nel frattempo ricordiamo a tutti che è aperta il Crowdfundig (=raccolta fondi) per sostenere la stampa dei libri con le storie e le foto dei bambini. Tutto il ricavato andrà a loro. Fidatevi che ce n’è bisogno. Per noi 5 o 10 euro non fanno grossa differenza, per loro hanno un valore enorme e possono aiutarli in moltissimi modi. Lasciamo il link in allegato: siamo ripetitivi e lo sappiamo, ma ci stiamo mettendo l’anima e vorremmo davvero coinvolgere il maggior numero di persone possibili nel nostro progetto di aiuto a questa realtà tanto sorprendente quanto complicata.

https://www.gofundme.com/1lkez4xv9c?sharetype=teams&member=2110836&utm_medium=copy_link&utm_source=customer&utm_campaign=p_na+share-sheet&rcid=4553d30b862742178ba10f7e5d25777a

Continuate a seguirci per altre novità! Namaste

🇬🇧

One week ago we were leaving, and now it seems like a lifetime, with all the images and the feelings we collected in just few days.

The trip was fine, despite the lack of sleep we didn’t lose any flight! Once arrived, we found at the airport Manju, one of the girls of Horac, who welcomed us with two colorful flower wreaths.

The impact was strong: while traveling to Horac, we noticed the big difference between life here and life at home. Here everything is chaotic, noisy, colorful and full of life.

Children welcomed us in the best way: once out of the car, we got a big hug full of love, and without even asking them to do that, they took our luggage and they brought us in the “Function room”, where they play and they pray. Here everybody introduced himself and we did the same; then we danced all together.

Some of them accompanied us at out place: we are at 10 minutes by walk from Horac. The path among the fields is pleasant, and it is fascinating to see women working the land staring at us with a curious look.

Back to Horac, we prayed with the children and then we went upstairs for dinner: they explained us they always eat “Baad, Daal, Targari”, that means “Rice, Soup, Vegetables”. They love it and they devour it with joy and immense gratitude.

The days after were dense and tiring. The jet-lag was a big obstacle (we have +3.45 hours, and we can ensure that getting up at 07 am when your body thinks it’s 03 am it’s not that easy).

Everyday is very full: in the morning we help children with homework, we serve them breakfast (always Baad, Daal, Targari), we bring them school. Then we have breakfast, we help in the house and we rest for a little. At 3.30 pm we go to take them (it takes more or less 15 minutes by walk to school), we help them take off their uniforms and we play with them. At 7 pm we pray all together (they’re christians like us) and then it’s dinner time. We serve it between a “more, more” and a “little, little” coming from the tables.

Until now, we saw some scenes moving and strong for us: on Friday we helped them wash their clothes by hand and the uniforms. They asked us if it was our first time, and although we said no, they showed us how to do that.

After the meals, everybody washes his plate by hand, and at the end we helped clean the big pots (every meals is cooked for 35/40 people).

Two children just arrived, their names are Porkas and Nima (no idea how to write them): at the beginning they were very lost and distrustful, especially with us. Step by step they got more confident and now, Nima above all, always wants to stay with us.

At the beginning the food was an obstacle: timetables are very different, and flavors too. Everything is spicy and full of herbs, like coriander.

In Italy, they suggested us to drink water in bottles. But to buy water in bottles you must have rupees (we thought we could pay with dollars, or with the card, but it’s not like that). To have rupees you have to find an ATM, and to find an ATM you have to walk 12 km. In the sun. Without water.
But while walking, we met: cows, temples, typical women, we smelled perfumes, we saw colors, landscapes and kukur (=dogs). We were with Anjali and Sushil, whose nickname is “Birello”: it was a good occasion to get to know each other and to talk about our different cultures.

We have a new roomie: his name is Simon the Spider and we can’t let it go out or kill it: we saw it with the macro (check the picture) and it’s so cuuuute to deserve to die. Also, he’s a jumping spider (yes, we studied the different types of nepalese spiders), so no chance we can make it.

On Saturday we went with children at Taudaha Lake, and we played on the grass. We had a good ice cream all together, Andre took many pictures and, since they looked enthusiastic about them, we spoilered a little bit of the project “Let children speak”. They looked curious and Tej, the responsible, was happy too. We think it will come out something nice.

Yesterday, while children were at school, Anjali and Birello came with us for a tour in Kathmandu: we visited the famous “Monkey Temple” and we crossed the center of the capital. The city is full of life, streets are crowded and people feel free to express their faith and cultures (in Nepal there are Indus, Christians, Buddhists, Muslims, and they live together in peace and without judging each other).

During the week we’ll explain better the project to the children, and, if nothing goes wrong, we’ll make the first lesson on Monday.

Also, we’d like to remind everybody the Crowdfunding to sustain the print of books with stories and pictures taken by children. All the money we get by selling books will go to Horac. Trust us: they need it. For us 5 or 10 euros make no difference, but for them they have a big value and they can help in many ways. We leave the link here: we know we repeat everything many times, but we’re doing our best and we want to involve many people in our project to help this situation, that is as beautiful as complicated.

https://www.gofundme.com/1lkez4xv9c?sharetype=teams&member=2110836&utm_medium=copy_link&utm_source=customer&utm_campaign=p_na+share-sheet&rcid=4553d30b862742178ba10f7e5d25777a

Keep following us for more news! Namaste.

 

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