A week to go and everything is fine (Manca una settimana e va tutto bene)

🇬🇧

-7. Only few days and our adventure will finally start. Considering feelings and practical things to do, there are so many things to think about.

We’d love to say everything is ready, backpacks are closed and tickets are printed, but we wouldn’t be Chiara and Andrea if it was like that. What is (almost) ready, however, is the equipment necessary for the project. The 11 cameras work and they’re ready for the departure (we thank once again Anna, Fulvio, Giuseppina, Marco, Susanne, Valeria for donating them). We are still collecting clothes and toys to fill the two suitcases that will go in the cargo, full of the things that, besides us, Alessio, Cinzia and Martina decided to donate to Horac.

Some more details about our trip: we’re leaving on Tuesday the 30th of April from Malpensa (Milan) at 10.05 pm and we’re arriving on the 1st of May (around 2 pm) in Kathmandu. A person working in Horac will pick us up out of the airport and will bring us to Horac, where our project will start. We decided to take some days to get to know better the children, before talking to them about “Let children speak”.

We’ll stay in Horac until the end of June. Afterwards we’ll travel a little thereabout and we’ll deepen the nepalese culture. We’ll come back at the middle of July.

The day we leave (save the date!) we’ll start the crowdfunding necessary for the success of the project. By doing this, we’ll try to reach the amount of money we need to print, once back, the books containing the pictures taken and the stories invented from the children. The choice to do this crowdfunding will allow us to donate to Horac the 100% of the proceeds of the sale of books, without holding back the money necessary to print (we’d like to finance everything ourselves, but we’re just 22 and we can’t do that alone).

If you can help us, then many thanks, if you can’t, just sharing will be useful… and if you can’t do this as well, your moral support will be appreciated😉

After this avalanche of technical details, we want to share our feelings as well, now that the big day is approaching. Recently, as it should be, we got a little scared. Scared by what? Scared by something totally new, bigger than most of the experiences we lived until now. Scared of getting into a culture completely different from the European one, to which we are used. Scared of not being up to our goals, and finally afraid of distorting our convictions.

But yet we can’t wait to leave. We started the countdown months ago, we try to figure out thousands of different scenarios, we wonder how everything will be.

We can’t wait to get involved, because we know that, with the children, we will question ourselves. We can’t still believe all of this is happening. We look to each other and we feel full of joy. And we are sure that this joy will be stronger than all the negative feelings. The fear is made to be faced, isn’t it?

🇮🇹

-7. Ancora pochi giorni e ci tufferemo in questa avventura per noi completamente nuova.

Tra sensazioni e cose pratiche da organizzare, le cose a cui pensare sono veramente tante.

Vorremmo poter scrivere che è tutto pronto, gli zaini sono già chiusi e i biglietti già stampati, ma se fosse così non ci chiameremmo Chiara e Andrea. Ciò che è (quasi) pronto però, è l’attrezzatura necessaria per realizzare il progetto. Le 11 macchine fotografiche sono funzionanti e pronte per la partenza (cogliamo l’occasione per ringraziare di nuovo Anna, Fulvio, Giuseppina, Marco, Susanne, Valeria per avercele donate). Stiamo ancora finendo di raccogliere i vestiti e i giocattoli per riempire le due valigie che metteremo in stiva insieme ai due zainoni, piene delle cose che, oltre a noi, Alessio, Cinzia e Martina hanno deciso di donare a Horac.

Qualche dettaglio in più sul nostro viaggio: partiremo martedì 30 aprile da Malpensa alle 22.05 e arriveremo a Kathmandu nel primo pomeriggio del primo maggio. Ad attenderci fuori dall’aeroporto ci sarà un membro dello staff di Horac, incaricato di portarci alla casa famiglia.

Qui inizierà il nostro progetto con i giovani creativi. Abbiamo deciso di prenderci alcuni giorni per conoscerli a fondo prima di introdurre loro “Let children speak”.

Resteremo a Horac fino a fine giugno, dopodiché abbiamo deciso di approfittare degli ultimi giorni per visitare un pochino i dintorni e approfondire la cultura nepalese; torneremo in Italia a metà luglio.

In concomitanza con la nostra partenza (save the date!) avvieremo il crowdfunding necessario per la riuscita di Let children speak. Con questa raccolta fondi cercheremo di raggiungere la somma di denaro necessaria per stampare, una volta tornati, i libri contenenti le foto scattate e le storie inventate dai bambini. La scelta di fare crowdfunding ci permetterà di donare a Horac il 100% del ricavato dalla vendita dei libri, senza dover trattenere i soldi necessari per la stampa (ci piacerebbe poterli finanziare da noi, ma abbiamo pur sempre 22 anni e da soli non ci riusciamo).

Se potete darci una mano, grazie mille, se non potete, sarà utile anche una semplice condivisione… e se non potete fare neanche questo, basta il supporto morale😉

Dopo questa valanga di dettagli tecnici, ci teniamo a condividere anche le nostre sensazioni, ora che il grande giorno si avvicina. Negli ultimi giorni, come è giusto che sia, ha bussato alla nostra porta il sentimento della paura. Paura di che? Paura di una cosa nuova, più grande di tante esperienze vissute finora. Paura di addentrarci in una cultura tanto diversa da quella europea a cui siamo abituati. Paura di non essere all’altezza dei nostri obiettivi, e infine paura di stravolgere le nostre convinzioni.

Eppure non vediamo l’ora di partire. Facciamo il conto alla rovescia da mesi, immaginiamo mille diversi scenari, ci poniamo centinaia di domande su come sarà davvero tutto questo.

Non vediamo l’ora di metterci in gioco, perché in fondo sappiamo che insieme ai bambini saremo noi a mettere in discussione noi stessi. Ancora non ci crediamo fino in fondo: sta succedendo davvero. Ci guardiamo in faccia e scoppiamo di gioia. E siamo sicuri che sarà questa gioia a prevalere su tutte le sensazioni negative. La paura è fatta per essere affrontata, a che serve se no?

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